Sto ascoltando un po’ di musica, e allo stesso tempo la mia mente si riempie di ricordi. . . .
Chiudo gli occhi e mi faccio guidare dagli impulsi, comincio a intravedere qualcosa, sono io che piango, abbracciata al mio cuscino, sono io che guardo e riguardo le nostre foto.
Il cuore si stringe e io singhiozzo, pregando che vada tutto a posto . . . . . .
Sono arrabbiata perché quella sera eri da solo, chissà come ti sei sentito, avrei voluto esserti accanto, come un angelo avrei voluto non farti sentire tutto quel dolore. . . . . . .
Ho imparato cosa significa paura, anzi terrore di perdere la persona che si ama, ed è la cosa che ti travolge più al mondo. Avevo solo 16 anni quando è accaduto, ero solo una bambina, e non avevo mai avuto un’esperienza del genere. Prima di tutto ciò, vivevo nel mio piccolo mondo ovattato, e lì mi sentivo al sicuro, avevo una mia forza, ma è crollato tutto quando mi hanno detto “ non si sa se è morto o è in fin di vita” . . . . . . . . ho pianto e pianto tante volte prima di venire in ospedale e dopo uscita di lì . . . . . . e il giorno del mio compleanno ? sola, con il mio mp3 e la nostra musica, il mio sguardo vuoto e triste.
Quando seppi dell’incidente da una sconosciuta, non ci credevo, corsi subito a casa e per conferma chiamai casa tua, non era una bugia : “ ma è vero che è in ospedale?”, “ si”, “ ma è grave?”, “ si, è grave, l’hanno portato in rianimazione”.
Stavo davvero male, quando arrivai in ospedale chiesi subito informazioni all’infermiera, che mi disse ciò che ti era successo, le chiesi se eri sveglio, che non mi importava di entrare ma volevo solo sapere come stavi.
Quando uscì di nuovo e mi disse che gli avevi detto di dirmi “ Ti amo”, sono scoppiata a piangere, e ho abbracciato forte l’amica di mia madre che era lì per sostenermi, mi hai resa la ragazza più felice del mondo in quel momento.
Sei rimasto 2 settimane intere in rianimazione, anche se non potevo vederti, apparte qualche minuto la sera,venivo sempre a trovarti pur rimanendo fuori dalla porta, ma sapevo che sentivi la mia presenza e io in qualche modo dovevo restarti accanto.
Quando sono venuta la prima volta a trovarti in rianimazione, non so descrivere la sensazione ma so che mi viene da piangere al solo pensiero perché mi facevi tenerezza, ero dispiaciuta per tutto ciò che ti era capitato, la frattura al femore, la milza le trasfusioni ecc . . . . . .ma per non farti vedere ciò anche se te ne accorgevi, ti sorridevo e ti dicevo di resistere, e tu che non ce la facevi a parlare mi guardavi e con un solo sguardo ci capivamo.
Dopo che ti sei ripreso, grazie a Dio, sono diventata troppo protettiva nei tuoi confronti, infatti non ti lasciavo respirare, ti chiamavo ogni dieci minuti, mi arrabbiavo se non mi rispondevi al telefono ecc . . . . . .
Quanti litigi, e quante volte mi sgridavi e dicevi di volermi lasciare, credimi, non volevo comportarmi così ma quel maledetto incidente . . . . . . . . . poi? Cos’altro è successo? Lo ricordo come se fosse ieri, qualcuno se l’è presa con me, qualcuno ha parlato male di me mi ha detto di odiarmi, ed io ? avevo solo 16 anni per sopportare tutto, ero solo una ragazzina senza più protezione, senza più il mio guscio, lì mi è crollato il mondo addosso.
Allora dentro di me è scattata una molla, dovevo difendermi in qualche modo, e cosa ho fatto ? sono cambiata. Sono diventata più cattiva con le persone che mi avevano giudicata, senza conoscermi e senza comprendermi. . . . . . . .. . . . e senza rendermene conto ho perso quella bambina dentro di me che era più matura di quanto si potesse immaginare.
Spero dìi tornare come prima, lo spero con tutto il cuore.